The Story of a House
luglio 19, 2017
Rome
luglio 19, 2017
 
Un progetto che ha le sue origini in un ex Ospedale Psichiatrico abbandonato. Lo stato fatiscente della struttura trasmette, a chi si ritrova a visitare quel luogo, un forte senso di malinconia. Il corridoio, le stanze, la chiesa, con il mutare del tempo sono diventati prova tangibile di una forte presenza dell’assenza. Il progetto Samara 2 è ambientato, invece, nei locali di un ex Zuccherificio dismesso dal 1960, che torna a vivere con la presenza di quest’anima che vaga in luoghi decadenti e abbandonati dall’uomo. Lei è sempre alla ricerca di quella libertà di cui è stata privata; la figura viene incorporata alla luce, alle geometrie o semplicemente alle prospettive dell’occhio di uno scrittore che, raccontando in maniera interpretativa, rivede, una forte diffusione di sentimenti in un percorso di ricerca di se stessi che spesso stentiamo a riconoscere. Samara continua e non si ferma, la luce che vive in lei e che avvolge questi luoghi, rompe il legame fisico con la materia nello stesso istante in cui nasce la sensazione di salvezza dalle delusioni, dalle violenze, dalle ipocrisie che ha subìto in vita terrena. Lei ci insegna a cercare dentro di noi quello che non ci può donare l’esistenza terrena; la testa bassa di Samara è la chiave di lettura che esprime la sua volontà di isolarsi da ciò che la circonda, di proteggersi. Nasconde il viso come se rifiutasse di dimostrare la sua identità perché lei è l’unica a poterla possedere in tutta la sua purezza. Il suo stato d’animo, che non sarà mai palese a tutti, guida, con delicatezza ed inquietudine, chi osserva le sue fotografie, in un viaggio introspettivo, in una spirale di profonde emozioni.