Fotografia: La sua identità
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Fotografia: la sua essenza

Per intraprendere questo percorso, che faremo insieme sulla fotografia, ho deciso di iniziare da un libro che ritengo fondamentale per educare le nostre emozioni ad un nuovo punto di messa a fuoco e di questo dobbiamo ringraziare Roland Barthes.

“Ha subito suscitato il mio interesse perchè è riuscito a trasportarmi, in maniera intuitiva e semplice, ad una lettura della fotografia diversa di quella che fino a quel momento avevo ignorato”.

Siamo educati a classificare la fotografia prima ancora di conoscerne l’essenza; vi porto la ripartizione che Barthes fa su di esse: empiriche, retoriche ed estetiche. Empiriche quando si riferisce a Professionisti o Dilettanti; Retoriche perchè fa riferimento alla più classica delle classificazioni: Paesaggi, Ritratti, nudi o oggetti ed infine Estetiche quando si parla di Realismo e Pittorialismo.

Le classificazioni sopra elencate possono essere applicate ad altri modi di lettura della fotografia, direi molto limitate, perchè non possiamo classificare il vero motivo per cui “quella foto” è stata scattata.

Dovremmo porci una domanda: L’essenza di “quella” fotografia può essere rivissuta se non nella fotografia stessa?

1 Comment

  1. Vertigine ha detto:

    “Ciò che la fotografia riproduce all’infinito ha avuto luogo una sola volta: essa ripete meccanicamente ciò che non potrà mai più a ripetersi esistenzialmente. In essa, l’avvenimento non si trasforma mai in altra cosa: essa riconduce sempre il corpus di cui ho bisogno al corpo che io vedo; è il Particolare assoluto, la Contingenza sovrana, spenta e come ottusa, il Tale, in breve la Tyché, l’Occasione, l’Incontro, il Reale nella sua espressione infaticabile.” Roland Barthes.

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